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5月22日 NOI RAGAZZI D' INDICATOREDedicato a tutti i ragazzi nati e cresciuti ad indicatore, che non hanno nulla a che vedere con tutti quelli che stanno invadendo il nostro amato paese, trasferendosi nelle case nuove..
Noi d'Indicatore..
Noi che alle 4.00 si andava a comprare il panino dalla Maria
che poi ci andavi alle 5.00 perchè eri più grande. Noi che dopo la scuola ci ritrovavamo al campino a giocare a calcio che nessuno si era dato appuntamento li ma che poi c'erano tutti. Noi che le prime sere d'aprile si facevano i flash. Noi che a metà aprile ci s'era già rotti di fare i flash. Noi che s'organizzava il torneo di calcetto uno per i grandi e uno per i "rabuschi" che le squadre dei piccoli le decidevano i grandi per non fare favoritismi. Noi che d'estate si andava a mangiare il cocomero e poi si tiravano le buccie alle maiale.
Noi che si faceva la prova di coraggio al cimitero degli inglesi. Noi che tutte le estati ci ritrovavamo in un posto sempre diverso e se eri un citto togo potevi andare nel posto dove si ritrovavano i grandi. Noi che prima c'era il pratino, poi c'era il barrino, poi c'era la rotonda alla "pizzeria", poi c'erano le panchine, poi c'era il "Fischio". Noi che dopo la scuola si andava dal "Fischio" a giocare al "Find It". Noi che s'era estasiati dalla tecnologia del "Find It". Noi che il posticipo si guardava al "barrino".
Noi che odiavamo quelli dei paesi limitrofi. Noi che non potevamo vedere quelli di San Giuliano, Pieve a Maiano e Pratantico. Noi che se incontravi quelli di San Giuliano, Pieve a Maiano o Pratantico col motorino e non t'ingarellavi eri un codardo. Noi che se perdevi l'ingarellamento eri incapace ad andare in motorino. Noi che se avevi i fermi al motorino eri un lebbroso.
Noi che misuravamo il prestigio sociale dall'angolo di piega che riuscivi a fare col motorino alla curva del pratino. Noi che poi quando abbiam preso la patente avevamo cambiato parametro e utilizzavamo la velocità di percorrenza della curva del ponte del distributore di "Trombino". Noi che si teneva il conto di quante volte s'era caduti dal motorino. Noi che a 14 anni se vedevi uno che fumava pensavi che fosse il "diavolo". Noi che quando vedevi uno piu grande che impennava la bicicletta pensavi: è un Dio! Noi che rispettavamo i ragazzi più grandi. Che per noi le gerarchie esistevano eccome. Noi che cercavamo in tutti i modi di essere considerati dai ragazi piu grandi. Noi che se ti volevi fare una pippa dovevi chiedere il filmino porno a Nando. Noi che abbiamo festeggiato qualcosa almeno una volta allo sfascio del "Mazzi".
Noi che abbiamo vinto il campionato di 3° categoria e s'era orgogliosi della squadra come se avessimo vinto la Champions.
Noi che si lavano le macchine 2 volte alla settimana. Noi che s'andava al "pistino". Noi che si pescavano le rane. Noi che s'andava alla "luna" in motorino e si tornava giù in 3. Noi che si giocava alla goriziana al "Barrino". Noi che la domenica pomeriggio si prendeva la corriera per andare al capogiro e i più fortunati tornavano in macchina coi più grandi. Noi che avevamo l'amico del fratello o il cugino dell'amico che era sempre di più, faceva di più o aveva di più. Noi che a mezzanotte si andava al "Gran Prix" e si mangiava qualcosa anche se non si aveva fame. Che se avevi pochi soldi mangiavi senza bere e poi bevevi a casa. Noi che abbiamo cenato al "Gran Prix" con 15.000 lire e ora con 15 euro ci paghi una margherita. Noi che siamo tutti nati ad Indicatore. Noi che siamo tutti cresciuti ad Indicatore. Noi che siamo Indicatore. NOI CHE SIAMO ANCORA QUI E CERTE COSE LE ABBIAMO DIMENTICATE E SORRIDIAMO QUANDO CE LE RICORDIAMO NOI CHE SIAMO STATI QUESTE COSE E GLI ALTRI NON IMMAGINANO NEMMENO COSA SI SONO PERSI!!! QUESTA è LA NOSTRA STORIA... 5月21日 RADIO CAOS"...E tutto quello che devi fare è metterti le cuffie, sdraiarti per terra e ascoltare il cd della tua vita, traccia dopo traccia, nessuna è andata persa, tutte sono andate vissute, e tutte, in un modo o nell’altro, servono ad andare avanti. Non pentirti, non giudicarti, sei quello che sei, e non c’è niente di meglio al mondo. Pause, rewind, play, e ancora e ancora e ancora, non spegnere mai il tuo campionatore, continua a registrare, a mettere insieme i suoni per riempire il caos che hai dentro, e se scenderà una lacrima quando li ascolti, beh, non avere paura, è come la lacrima di un fan che ascolta la sua canzone preferita..." 5月19日 I RISCHIA ridere c'è il rischio di apparire sciocchi; A piangere c'è il rischio di essere chiamati sentimentali; A stabilire un contatto con un altro c'è il rischio di farsi coinvolgere; A mostrare i propri sentimenti c'è il rischio di mostrare il vostro vero io; A esporre le vostre idee e i vostri sogni c'è il rischio d'essere chiamati ingenui; Ad amare c'è il rischio di non essere corrisposti; A vivere c'è il rischio di morire; A sperare c'è il rischio della disperazione e A tentare c'è il rischio del fallimento. Ma bisogna correre i rischi, perché il rischio più grande nella vita è quello di non rischiare nulla. La persona che non rischia nulla, non è nulla e non diviene nulla. Può evitare la sofferenza e l'angoscia, ma non può imparare a sentire e cambiare e progredire e amare e vivere. Incatenata alle sue certezze, è schiava. Ha rinunciato alla libertà. Solo la persona che rischia è veramente libera. 5月13日 PERLE DI POSITIVITA'"Un giorno un uomo camminando lungo la spiaggia vide un bambino raccogliere qualcosa e, con delicatezza gettarlo in mare. Si avvicinò al bambino e gli chiese: "Cosa stai facendo?" Il bambino rispose:"Rigetto le stelle marine in mare! La marea è scesa e se non le rimetto in acqua moriranno". L'uomo disse: "Ragazzo mio non ti rendi conto che ci sono chilometri e chilometri di spiaggia e centinaia di stelle marine? La tua azione è inutile!" Dopo aver ascoltato attentamente, il bambino si chinò, raccolse un'altra stella marina e la rigettò in mare. Poi, sorridendo all'uomo disse: "La mia azione, per questa ha fatto la differenza!" 5月9日 L'UOMO NELL'ARENAL'onore spetta all'uomo che realmente sta nell'arena, il cui viso è segnato dalla polvere, dal sudore, dal sangue; che lotta con coraggio; che sbaglia ripetutamente, perchè non c'è tentativo senza errori e manchevolezze; che lotta effettivamente per raggiungere l'obiettivo; che conosce il grande entusiasmo, la grande dedizione, che si spende per una giusta causa; che nella migliore delle ipotesi conosce alla fine il trionfo delle grandi conquiste e che, nella peggiore delle ipotesi, se fallisce, almeno cade sapendo di aver osato abbastanza. Dunque il suo posto non sarà mai accanto a quelle anime timide che non conoscono né la vittoria, né la sconfitta. |
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